#83 Emanuele

Big Fish (2003)
“In my life I’ve always tried to put together all my passions, that are a lot and circus and medicine are among these. Sometimes my life looks like this movie, when I tell my experience about circus people often believe it and don’t believe it, these stories are so unusual (like a World Record and a Guinness Record in the Yucatan) that immediately create the “Big Fish” effect, it’s like a syndrome. Some years ago, when I was a warehouse worker, I did a commercial for Discovery Channel as a juggler: at work my boss asked if that juggler was really me. I told him: “If I could do these things, you think that I’d work in a warehouse?”. I didn’t tell the truth because if you reveal yourself you change the balance. Even now, that I work in hospital, when I arrived they have already seen me on tv, everybody recognize me for the Mirror Show, that has been in television in Italy and around the world: unfortunately you become immediately popular and it’s wrong because I could be the greatest impostor in the world and people talk only about a single episode of my life, not about my studies or what university I attended. At the end you become a prisoner of your stories”

“Nella mia vita ho cercato di unire tutte le passioni che ho, che sono tante, tra cui circo e medicina. Ogni tanto la mia vita mi ricorda questo film, spesso quando racconto una delle mie esperienze sul mondo circense la gente ci crede e non ci crede, sono storie talmente strane (ad esempio un record del mondo, o un World Guinness Record nello Yucatan) che fanno subito l’effetto “Big Fish”, è come una sindrome. Qualche anno fa, quando lavoravo come magazziniere, avevo girato una pubblicità come giocoliere per Discovery Channel: al lavoro è stata vista e il mio capo mi domandò se fossi effettivamente io quello nella pubblicità. Io gli risposi: “Se sapessi fare certe cose, ti pare che lavorerei dentro a un magazzino?”. Non ho detto la verità perché rivelarsi cambia gli equilibri. Anche adesso, che lavoro in ospedale, quando sono arrivato già mi avevano visto in tv, tutti mi riconoscono grazie al numero dello specchio, che era stato in televisione in Italia e ha girato il mondo: purtroppo diventi immediatamente popolare, che è una cosa sbagliata perché io potrei essere il più grande impostore del mondo e le persone finiscono per basarsi su un semplice episodio della mia vita e non su dove ho studiato o che studi ho fatto. Alla fine diventi prigioniero delle tue storie”

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